giovedì 18 aprile 2013

Trento:Sport, chiusura delle strutture derivata da chiusura alle innovazioni.

Sport, chiusura delle strutture derivata da chiusura alle innovazioni.
Qualche anno fa avevo presentato un progetto, quasi esecutivo e quindi molto dettagliato, in merito alla possibilità di installare  un impianto fotovoltaico sul palazzo dello sport e del ghiaccio di Trento, proposta anche evidenziata dalla stampa. All'epoca era in vigore ancora il secondo conto energia, con tariffe incentivanti molto elevate. In tale progetto, prospettavo due strade possibili da percorrere; la prima prevedeva un investimento diretto del comune nella realizzazione dell'opera, finanziandola con l'accesso al credito che, sempre per l'epoca e per la tipologia del sistema, era facilmente accessibile. La seconda ipotesi, prevedeva di dare l'esecuzione dell'opera ad una Esco(energy service company), che si sarebbe tenuta gli introiti delle tariffe incentivanti, lasciando comunque al comune l'uso dell'energia autoprodotta, quindi risparmiata in quanto non acquistata. In entrambi i casi, comunque, il comune avrebbe potuto godere di notevoli introiti e agevolazioni economiche, tali per cui oggi, molto probabilmente, si sarebbero potuti investire quei soldi per evitare la chiusura estiva del palazzo del ghiaccio; si parla di cifre intorno agli 80.000 euro all'anno, tra risparmio di energia e tariffe incentivanti, che magari, appunto, avrebbero permesso di dare un servizio alla cittadinanza,anziché toglierlo.Parole e proposte nel deserto di questa politica mediocre, che vuole solo amministrare con tagli e metodi vecchi, senza intraprendere strade nuove, che porterebbero risparmi reali e, come nel caso prospettato, risorse da girare e utilizzare per altri capitoli di spesa. Qualcuno dirà che qui si fa campagna elettorale; può anche essere, non lo nego, però rimane il fatto che si era tentato di proporre qualcosa di diverso e di nuovo, sfruttando le possibilità date dalla tecnica e dalla legislazione vigente e invece, pure questa volta, come in altre occasioni, non si sono nemmeno considerate strade nuove e perseguibili, peraltro quasi a costo zero e con introiti a beneficio della collettività. Perchè chi gestisce il bene collettivo non prova a percorrere queste nuove vie? Perché la politica della gestione del consolidato non prova a studiare percorsi innovativi, invece di rincorrere solamente i pareggi di bilancio con tagli estremi di servizi? Elemento sicuramente importante il pareggio di bilancio,ma potrebbe essere raggiunto con idee innovative e lungimiranti, con minori tagli e migliori investimenti. Perchè solamente chi investirà in maniera innovativa potrà garantire servizi di alto livello nel tempo; diversamente si cadrà nella banale gestione burocratica, che porterà al decadimento del benessere di tutti. Qui si tratta di avere un pochino di visione futura, ma questa è fantapolitica, probabilmente irraggiungibile utopia, vista la mediocrità imperante nelle forze politiche, tutte tese ad individuare i nuovi capi bastone, tralasciando programmi per il futuro, considerati in secondo piano e poco rilevanti.

domenica 7 aprile 2013

Programmi prima dei nomi....


Non v'è dubbio, come giustamente ha detto il consigliere Giorgio Lunelli, che il candidato presidente della futura coalizione dovrà essere una persona che crede nella squadra. Però, vorrei aggiungere anche che dovrà credere e sostenere un programma politico condiviso, costruito assieme alla coalizione e che garantisca uno sviluppo sostenibile al nostro Trentino, garantendo e salvaguardando i valori dell'autonomia, difendendola non certo con arroccamenti, bensì ristrutturandola per ridarle vigore e credibilità, quella credibilità che, a livello nazionale, non sempre è riconosciuta. Dunque, perché noi Ecologisti e Reti civiche - Verdi Europei non abbiamo fatto il nome del nostro candidato o candidata? Semplicemente perché crediamo fortemente che,dal programma solamente si possa partire per identificare le persone che lo possono sostenere; soprattutto crediamo sia necessario proporre, agli elettori, le idee di un centro sinistra autonomista rinnovato, nei programmi, nei metodi, nelle persone. Alcuni spunti di riflessione, noi li abbiamo e vorremmo cercare convergenza e sintesi comune, prima di determinare, di comune accordo, chi potrà farsi promotore di questo programma politico.
Sono più di sei mesi che gli Ecologisti- Reti civiche e Verdi Europei stanno lavorando a questo nuovo  programma, che tiene conto di proposte innovative, da proporre ai cittadini trentini.  Qui una breve sintesi, come spunto di riflessione per tutti e con l'invito a integrare, correggere , discutere; questo invito, però non può essere limitato alle sole forze politiche, ma va esteso, ed è proprio quello che vorremmo fare, alla cittadinanza, affinché possa portare validi contributi per condividere il più possibile l'idea di fondo: un Trentino moderno con un'autonomia credibile e sostenibile,  non più attaccabile dall'esterno, bensì presa a reale modello innovativo di sviluppo economico sociale; non sempre, lo dobbiamo dire, siamo stati in grado di dare questa fotografia della nostra autonomia e, su questo, dobbiamo inevitabilmente lavorare. Ecco, quindi, alcuni temi fondamentali sui quali proponiamo di confrontarci come coalizione, prima di mettere in campo nomi: 
 Nuova legge quadro sugli investimenti per la riqualificazione energetica degli stabili pubblici (comunali,provinciali,comunità di valle), nel quale si prevede un piano di investimento quinquennale a disposizione delle varie amministrazioni per favorire le ristrutturazioni, non solo dei privati, come peraltro sta per essere varato dall'attuale giunta, ma anche delle aziende, delle scuole e delle strutture in genere; questo darebbe fiato per parecchi anni, alle aziende del settore delle costruzioni (edili,elettiche,idrauliche...); modifica degli assetti delle comunità di valle (così non funzionano bene!), con maggiori deleghe territoriali, con calibrazione delle risorse proporzionate agli interventi di valorizzazione del territorio e salvaguardia del patrimonio edilizio e culturale locale; investimenti in ambito energetico, con nuova legge quadro sull'energia, con particolare riferimento allo sviluppo delle energie da fonti rinnovabili, legate alla dismissione progressiva delle fonti fossili, nuova legge provinciale sulla gestione dei rifiuti, con sistemi innovativi, strutturando e dirigendo il sistema in regia provinciale su tutto il territorio, ricordandoci che in oltre quindici anni ci troviamo ancora con il problema da risolvere; nuova predisposizione e riassetto delle varie società partecipate, con riduzione dei costi e ricalibrazione dei vari assetti dirigenziali; nuova legge sugli appalti pubblici, con valorizzazione delle imprese ad alto contenuto tecnologico ed innovativo, con valorizzazione e sostentamento di quelle radicate sul territorio e nuovi parametri di attribuzione degli appalti, che valorizzino gli aspetti tecnici, compatibilmente con quelli economici, uscendo da logiche di massimo ribasso senza valutazioni territoriali e di competenze consolidate;  nuovo piano di investimenti sulla ricerca, ai fini di valorizzare le peculiarità territoriali di sviluppo, in sinergia con il concetto di sviluppo eco- sostenibile. Queste sono solo alcune tracce che devono essere sviluppate,qualora si intenda perseguire l'obiettivo di anteporre il programma, rispetto alle partecipazioni ad una coalizione che, nella gente, è vista come superata, così come è strutturata ora. Ecco perché noi, nomi per ora non vogliamo farne, ma vogliamo parlare di programmi e, solo dopo questo fondamentale passaggio, elaborare assieme una sintesi convergente sui nomi, siano essi per le primarie o direttamente per la squadra da presentare alle prossime elezioni. Tutto il resto, a mio modesto e personale parere, mi sembra davvero poco serio e indicatore di un metodo di fare politica che i cittadini poco condividono e ritengono sicuramente superato e non più credibile;  ecco perché il fenomeno M5S prende credibilità negli elettori; non cadiamo nel tranello di questa corsa tra cavalli di razza, altrimenti rischiamo di perdere di vista le reali necessità e richieste delle persone a cui andremo a chiedere la fiducia, e lo potremmo pagare molto caro! 
Marco Ianes - ecologisti e reti civiche - Verdi Europei. 

mercoledì 20 marzo 2013

Gestione dei rifiuti? ASSENZA TOTALE



Finalmente apprendiamo ufficialmente che il progetto Inceneritore è stato abbandonato.
Vale la pena, però, fare alcune riflessioni in merito al tema gestione dei rifiuti.
1.       L’abbandono del progetto inceneritore non è stato determinato da una revisione progettuale del sistema, bensì dalla mancanza del suo sostentamento economico in primis e, per seconda causa, l’apertura di una nuova via per bruciare i residui dei rifiuti, tramite i cementifici, come decretato dal governo uscente . In alcuni casi, questa prospettiva potrebbe essere addirittura peggiore di un inceneritore! Chi controlla regolarmente le emissioni nell’aria e le immissioni dei residui sul suolo, di un privato che brucia per la propria produzione? Ovviamente, l’ente pubblico, ma con cadenze e responsabilità ben diverse, rispetto a quelle previste per un vero e proprio stabilimento dedicato alla combustione dei rifiuti; potrebbe essere buono il detto: dalla padella nella brace! E con tanto di euforismo popolare.
2.       L’abbandono del progetto inceneritore apre un enorme buco gestionale della partita rifiuti; infatti, non esiste un piano di gestione moderno e al passo dei tempi e la patata bollente sarà sicuramente lasciata in eredità ai governanti prossimi; saranno in grado di predisporre un piano operativo moderno, eco-sostenibile e, soprattutto, condiviso con i vari attori politico-culturali-economici? Date le premesse politiche su questo avvio di campagna elettorale (perché è già partita) che, come sempre, privilegia i nomi dei candidati alla presidenza invece dei programmi , penso proprio che questo tema della gestione dei rifiuti, sarà davvero gestito nella solita maniera pressapochistica, come è stato in questi quindici anni.
3.       Manca, indubbiamente, una capacità di coinvolgere  le varie componenti della società (economica, sociale, ambientalista) per migliorare e approfondire un percorso virtuoso di gestione della risorsa “rifiuto”; non più bruciare, sotto qualsiasi forma, bensì ridurre alla fonte, oppure riciclare e riutilizzare. Anche qui la politica ha toppato, in questi anni e si rischia di ripetere gli errori del passato; non vi è presa di coscienza, sia politica, sia sociale, del problema della gestione rifiuti.
Alcune tracce, non certo esaustive, però da sviluppare, a mio avviso:
-          Predisposizione di un tavolo tecnico, con coinvolgimento della associazioni delle categorie, economiche,  associazioni ambientaliste, rappresentanti degli amministratori condominiali , classe politica, dove discutere delle linee guida generali  relative alla gestione dei rifiuti a livello provinciale, uniformando per tutto il territorio il modus operandi.
-          Predisposizione dei progetti di realizzazione del sistema generale del trattamento del residuo indifferenziato
-          Realizzazione del progetto migliore, scelto in base alle linee guida dettate dal tavolo tecnico.
Abbiamo atteso quindici anni di tira-molla, con una classe politica letteralmente allo sbando su questo tema; in un anno o poco più, si potrebbe definire tutta la questione seriamente, con analisi tecnica seria e con il coinvolgimento di tutti gli attori, come da sani principi di democrazia partecipativa; chi avrà il coraggio di prendere questa proposta nel proprio programma politico? Non credo gli attuali politici, poiché hanno dato prova di totale incapacità in ben quindici anni di governo, non sapendo ascoltare chi sosteneva da sempre la totale inutilità del progetto inceneritore.
Permettetemi, infine, un ringraziamento a Nimby Trentino e a Coordinamento Trentino Pulito, di cui faccio parte, per l’impegno profuso in questi anni, nel fare informazione seria, con supporti tecnici e medici; in realtà è grazie a queste associazioni se il percorso è ancora aperto a soluzioni più moderne e sostenibili, nell’interesse del bene collettivo e non certo grazie ai vari politici che stanno facendo a gara nel mettersi in mostra per segnalare la loro contrarietà all’inceneritore. Dov’erano questi signori al referendum che avrebbe potuto fermare il progetto già dieci anni fa? E saranno in grado di proporre una strada diversa, nei prossimi programmi per le imminenti elezioni provinciali, magari prima di parlare di candidati vari?

venerdì 18 gennaio 2013

Carissimi tutti, da ora è attivo il blog di Rivoluzione Civile Ingroia Trentino Alto Adige.
Qui troverete, nei prossimi giorni, i post che i nostri candidati metteranno per promuove attività e per farsi conoscere. Per far cresecere il movimento vi invito a cliccare sul blog almeno una volta al giorno; così lo facciamo crescere nei motori di ricerca...; nei prossimi giorni sarà arricchito con ulteriori notizie, quali le schede dei candidati e il programma...

Ecco il link: http://www.rivoluzionecivileingroiataa.blogspot.it/

martedì 4 dicembre 2012

Presentazione delle proposte programmatiche per il futuro del Trentino

GIOVEDI 4 DICEMBRE ORE 20:30 CENTRO CIVICO BRIONE ROVERETO
“Ecologisti e Reti civiche – Verdi europei” di Rovereto

presentano le proposte programmatiche per il futuro del Trentino in preparazione delle elezioni politiche e delle elezioni provinciali del 2013.

Si tratta di proposte elaborate in gruppi di lavoro, aperte alla collaborazione e al contributo dei cittadini interessati.

Introduce: Ruggero POZZER - consigliere della Comunità della Vallagarina

Interviene: Michele TRAINOTTI - coordinatore del Programma

Partecipano alla presentazione:

Giorgia NISI - co-portavoce degli Eco-civici e Verdi di Rovereto

Michele PEDROTTI - co-portavoce degli Eco-civici e Verdi di Rovereto

Mauro PREVIDI - vice-presidente del Consiglio comunale di Rovereto

Marco IANES - co-portavoce degli Eco-civici e Verdi del Trentino

Lucia COPPOLA - co-portavoce degli Eco-civici e Verdi del Trentino

Sono invitati a partecipare gli organi di informazione e tutti i cittadini interessati

domenica 25 novembre 2012

Parte la presentazione del programma itinerante di buon governo dei beni comuni.

Un nuovo modello sociale ed economico è necessario.
In questi momenti difficili siamo costretti a rivedere molte priorità di investimento delle risorse pubbliche. Ogni amministratore deve, e dovrà sempre più, fare i conti con contrazioni esponenziali delle risorse. Garantire i servizi ed evitare la caduta della qualità degli stessi ė sicuramente una delle priorità da perseguire, ma non è possibile farlo con i modelli economici che ci hanno portato e ci porteranno, sempre più, verso il ribasso della qualità della vita.
Non vi è dubbio che determinate politiche economiche e sociali, finora adottate, sono state possibili per la grande disponibilità economica che abbiamo avuto. Ora è necessario cambiare approccio e pure rimodellare le priorità. Che senso ha, per esempio, predisporre tagli lineari a sanità, scuola e servizi pubblici e poi continuare a sostenere operazioni immobiliari come, ad esempio,un centro congressi presso il nuovo quartiere delle Albere? Ha davvero il sapore amaro di una beffa nei confronti dei cittadini ai quali vengono richiesti sempre maggiori sacrifici. Un nuovo modello di sviluppo è quindi necessario e la cosa non rappresenta un'utopia. "Piccole grandi opere", al posto di faraonici progetti, possono essere possibili per creare sviluppo, lavoro e rispetto e tutela del territorio e dell'ambiente. Gli investimenti destinati a queste vere e proprie "cattedrali nel deserto"potrebbero, ad esempio,essere dirottati verso progetti di recupero edilizio del patrimonio immobiliare pubblico, ottenendo un triplice beneficio: si darebbe lavoro al settore edilizio ed impiantistico elettrico e termoidraulico che versa in forte crisi, si metterebbero in sicurezza stabili fatiscenti o malridotti e si contribuirebbe ad un notevole risparmio energetico, fonte primaria di "produzione di energia " ( la miglior produzione di energia è quella risparmiata)! Questo è solo un esempio pratico e diretto, non utopistico, di corretta scelta di impiego delle risorse pubbliche; questo è un inizio di corretto approccio verso un modello di sviluppo eco sostenibile, che noi andiamo proponendo nel nostro programma di buon governo dei beni comuni. Non vogliamo assolutamente passare per la forza politica  del no a prescindere; noi abbiamo molti si, molte proposte che mettono in primo piano i concetti di salvaguardia della salute, della tutela del lavoro, dello sviluppo economico delle imprese, il tutto in sinergia con il rispetto dell'ambiente e del territorio in cui viviamo e dell'autonomia che sosteniamo fortemente e vogliamo  assolutamente mantenere e preservare, ma con schemi diversi da quelli finora adottati e senza scadere nella rappresentazione teatrale e assurda che qualche noto esponente politico vorrebbe attuare, con musei che hanno un futuro poco credibile e difficilmente comprensibile.
Quindi noi proponiamo una visione diversa della gestione dell'autonomia trentina, mettendo al centro le vere priorità necessarie per un modello diverso. Il programma è stato abbozzato come contenuto di idee da sottoporre alla cittadinanza. Stiamo partendo per un viaggio itinerante nel nostro Trentino, convinti che sottoporre alla gente le nostre idee, per raccogliere altrettante idee, osservazioni, necessità dei territori, sia un passaggio fondamentale per una forza ecologista e civica che ha l'ambizione di provare a proporre approcci diversi e innovativi di gestione dei beni comuni. Saremo aperti a chiunque vorrà dialogare con noi: cittadini, istituzioni e forze politiche, senza preclusione alcuna, ma proponiamo un modello nuovo, non cerchiamo facili consensi e non facciamo politica urlata, rispettando anche chi ha deciso strade diverse per proporre alternative, pur non condividendone, spesso, i metodi che sembrano poco democratici . Vogliamo, in primis,ragionare assieme alla gente, proponendo un programma aperto e in costruzione, che parta dal concetto, possibile e necessario, di generare un modello di sviluppo diverso ed eco sostenibile. Per una politica costruttiva, di dialogo e confronto, ma innovativa, convinti che le risposte sono in questi nuovi modelli, che altrove , come ad esempio in Germania, stanno dando effetti notevoli di sviluppo economico e sociale. Aspettiamo confronti e dibattiti, nelle nostre iniziative informative. Partiremo il 6 dicembre da un incontro a Rovereto alle 20.30 presso la sala del Brione, per poi proseguire in ogni valle, con incontri territoriali aperti ad associazioni, movimenti e gente di buona volontà.
Marco Ianes - co portavoce Ecologisti e reti civiche Verdi Europei Trentino.