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domenica 7 luglio 2013
Quinto conto energia chiuso, finisce un'era, e ora?
Sabato 6 luglio alle 24, è scaduto ufficialmente il quinto conto energia. Dal 2005, anno di attivazione del primo conto che metteva in campo le tariffe incentivanti per l'energia prodotta dal fotovoltaico, la nostra politica ha saputo emettere ben cinque versioni, ognuna diversa dall'altra, sia per la parte tecnica, sia per la parte di incentivazione vera e propria, in maniera spesso confusa e creando non pochi subbugli e confusioni in un settore in forte espansione. Nel secondo conto energia si è voluto dare un impulso enorme all'industria del fotovoltaico, aprendo però la strada a fortissime speculazioni dettate da incentivi spropositati, che toccavano punte di 0,48 E/Kwh; un piccolo esempio pratico: il proprietario di una centrale da 2,5 MW che produce circa 3.000.000 Kwh/anno, riceve la bellezza di 1.440.000 euro a fondo perduto ogni anno e per 20anni, al quale viene sommata la cifra di vendita dell'energia, pari a 0,09 E /Kwh, cioè altri 270.000, per un totale di 1.710.000 euro all'anno; la centrale è costata circa 6milioni e, dedotte le tasse, in 5/6 anni si è ripagata. Per altri 15 anni l'investitore tiene tutta la cifra, ovviamente dedotte le tasse, che portano ad un utile netto di circa 855.000 E, meno qualche "spicciolo" stimabile in 30/40.000 euro/anno di gestione, concludendo circa 800.000euro all'anno e per 15 anni, netti intascati grazie ai mega incentivi che hanno aperto le porte a queste speculazioni. Abbiamo assistito ad un vero e proprio boom del settore, con la nascita di aziende strutturate per dare il servizio di installazione di questi impianti, anche di quelli piccoli, ma ora che tutto è finito, che si fa? Lo stato italiano dà un calcio ad uno dei pochi settori che era davvero in via di sviluppo e che garantiva crescita occupazionale esponenziale. Il tutto però, è stato gestito a servizio dei grandi speculatori e non certo del bene comune, come invece avrebbe dovuto essere. Se, fin dallo start di questa avventura, si fosse pensato a privilegiare gli impianti che miravano a soddisfare il fabbisogno energetico delle varie aziende e delle famiglie, la procedura delle tariffe incentivanti sarebbe potuta diventare strutturale e,quindi, creare un nuovo settore organico della nostra industria italiana, durevole nel tempo, con risvolti occupazionali stabilmente in crescita. Che dire poi, del piano industriale, inesistente, in merito alle fabbricazioni delle varie componentistiche di settore? Abbiamo ignorato del tutto il settore,favorendo le industrie straniere che hanno investito in inverter, pannelli e strutture varie, invadendo il nostro mercato e, noi italiani, invece di radicare il sistema, convertendo le fabbriche in crisi in nuovi stabilimenti che producono macchinari e tecnologia per il settore, abbiamo continuato a foraggiare le speculazioni, portando la spesa che sostiene il fotovoltaico ad un limite tale da dover fermare la macchina, in un momento di crisi estrema. Quanto poco lungimirante è stata questa politica di "sviluppo" del sistema del settore delle energie rinnovabili; e rischiamo di cadere di male in peggio. Ora, ci sarà il tampone dello sgravio fiscale del 50%, ma solo per i privati; le aziende che vogliono provare ad investire per il loro fabbisogno energetico o lo hanno fatto prima o, ora, si scordino qualsiasi forma di aiuto a crescere: da massimo della speculazione allo zero del nulla! Rimangono le nuove frontiere, che la tecnica, per fortuna, mette in campo e che, a volte, fa si che gli errori della politica miope vengano mitigati, almeno in parte. Infatti, stanno sviluppandosi nuovi sistemi di accumulo dell'energia, con costi sempre più ridotti; in tal modo si apriranno nuovamente le possibilità di impiego delle energie rinnovabili , fotovoltaico in particolare, che permetterà di tenere in carica accumulatori che forniranno l'energia di notte, quando il sole non fa funzionare i pannelli fotovoltaici; basterà dimensionare correttamente l'impianto, in maniera tale da produrre un po' di energia in più del necessario , la quale servirà, appunto, a ricaricare le batterie. Queste le nuove frontiere del settore, che si avvicinano a grande velocità. E qui già tremano i grandi produttori/distributori di energia, che vedono in questo sviluppo un chiaro limite ai loro profitti e stanno già muovendo le loro pedine per rallentare lo sviluppo.Cosa inventerà questa politica asservita ai grandi distributori di energia, per fermare questa corsa tecnologica? Quali nuove strategie verranno impiegate per impedire che famiglie e imprese possano avere l'energia democraticamente e con costi ridotti? Staremo a vedere, ma intanto il quinto conto energia è finito, al 31 dicembre finisce lo sgravio fiscale e,se la politica continua a chiudersi in beghe assurde e non guarda a nuovi piani industriali reali e credibili, saremo sempre più in crisi, energetica e sociale. Lo sviluppo di una nazione è basato su piani industriali credibili e sostenibili, non su leggi e leggine che favoriscono gli interessi di pochi a scapito del bene comune; in Italia questo non è ancora stato recepito del tutto, visto che di piani industriali poco si parla e si privilegiano prelievi fiscali assurdi, che fanno cassa nell'immediato, ma che non creano futuro. Necessario e indispensabile gettare le basi di un nuovo modello economico, che parta dalla conversione industriale delle fabbriche in affanno, commutandole in siti produttivi di tecnologie e materiali realmente spendibili e funzionali sui mercati: produzioni di auto elettriche, di sistemi eolici, fotovoltaici, nuove tecnologie del settore sanitario;questi sono solo alcuni cenni di settori di mercato in via di sviluppo che non stiamo incentivando, ma che stiamo snobbando,continuando a cercare di far sopravvivere "cadaveri" produttivi che sono vecchi e inutili. Senza nuove idee, nuovi modelli economici e industriali, non vi è futuro, ma solo il triste declino di una società che non sa rinnovarsi.
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giovedì 18 aprile 2013
Trento:Sport, chiusura delle strutture derivata da chiusura alle innovazioni.
Sport, chiusura delle strutture derivata da chiusura alle innovazioni.
Qualche anno fa avevo presentato un progetto, quasi esecutivo e quindi molto dettagliato, in merito alla possibilità di installare un impianto fotovoltaico sul palazzo dello sport e del ghiaccio di Trento, proposta anche evidenziata dalla stampa. All'epoca era in vigore ancora il secondo conto energia, con tariffe incentivanti molto elevate. In tale progetto, prospettavo due strade possibili da percorrere; la prima prevedeva un investimento diretto del comune nella realizzazione dell'opera, finanziandola con l'accesso al credito che, sempre per l'epoca e per la tipologia del sistema, era facilmente accessibile. La seconda ipotesi, prevedeva di dare l'esecuzione dell'opera ad una Esco(energy service company), che si sarebbe tenuta gli introiti delle tariffe incentivanti, lasciando comunque al comune l'uso dell'energia autoprodotta, quindi risparmiata in quanto non acquistata. In entrambi i casi, comunque, il comune avrebbe potuto godere di notevoli introiti e agevolazioni economiche, tali per cui oggi, molto probabilmente, si sarebbero potuti investire quei soldi per evitare la chiusura estiva del palazzo del ghiaccio; si parla di cifre intorno agli 80.000 euro all'anno, tra risparmio di energia e tariffe incentivanti, che magari, appunto, avrebbero permesso di dare un servizio alla cittadinanza,anziché toglierlo.Parole e proposte nel deserto di questa politica mediocre, che vuole solo amministrare con tagli e metodi vecchi, senza intraprendere strade nuove, che porterebbero risparmi reali e, come nel caso prospettato, risorse da girare e utilizzare per altri capitoli di spesa. Qualcuno dirà che qui si fa campagna elettorale; può anche essere, non lo nego, però rimane il fatto che si era tentato di proporre qualcosa di diverso e di nuovo, sfruttando le possibilità date dalla tecnica e dalla legislazione vigente e invece, pure questa volta, come in altre occasioni, non si sono nemmeno considerate strade nuove e perseguibili, peraltro quasi a costo zero e con introiti a beneficio della collettività. Perchè chi gestisce il bene collettivo non prova a percorrere queste nuove vie? Perché la politica della gestione del consolidato non prova a studiare percorsi innovativi, invece di rincorrere solamente i pareggi di bilancio con tagli estremi di servizi? Elemento sicuramente importante il pareggio di bilancio,ma potrebbe essere raggiunto con idee innovative e lungimiranti, con minori tagli e migliori investimenti. Perchè solamente chi investirà in maniera innovativa potrà garantire servizi di alto livello nel tempo; diversamente si cadrà nella banale gestione burocratica, che porterà al decadimento del benessere di tutti. Qui si tratta di avere un pochino di visione futura, ma questa è fantapolitica, probabilmente irraggiungibile utopia, vista la mediocrità imperante nelle forze politiche, tutte tese ad individuare i nuovi capi bastone, tralasciando programmi per il futuro, considerati in secondo piano e poco rilevanti.
Qualche anno fa avevo presentato un progetto, quasi esecutivo e quindi molto dettagliato, in merito alla possibilità di installare un impianto fotovoltaico sul palazzo dello sport e del ghiaccio di Trento, proposta anche evidenziata dalla stampa. All'epoca era in vigore ancora il secondo conto energia, con tariffe incentivanti molto elevate. In tale progetto, prospettavo due strade possibili da percorrere; la prima prevedeva un investimento diretto del comune nella realizzazione dell'opera, finanziandola con l'accesso al credito che, sempre per l'epoca e per la tipologia del sistema, era facilmente accessibile. La seconda ipotesi, prevedeva di dare l'esecuzione dell'opera ad una Esco(energy service company), che si sarebbe tenuta gli introiti delle tariffe incentivanti, lasciando comunque al comune l'uso dell'energia autoprodotta, quindi risparmiata in quanto non acquistata. In entrambi i casi, comunque, il comune avrebbe potuto godere di notevoli introiti e agevolazioni economiche, tali per cui oggi, molto probabilmente, si sarebbero potuti investire quei soldi per evitare la chiusura estiva del palazzo del ghiaccio; si parla di cifre intorno agli 80.000 euro all'anno, tra risparmio di energia e tariffe incentivanti, che magari, appunto, avrebbero permesso di dare un servizio alla cittadinanza,anziché toglierlo.Parole e proposte nel deserto di questa politica mediocre, che vuole solo amministrare con tagli e metodi vecchi, senza intraprendere strade nuove, che porterebbero risparmi reali e, come nel caso prospettato, risorse da girare e utilizzare per altri capitoli di spesa. Qualcuno dirà che qui si fa campagna elettorale; può anche essere, non lo nego, però rimane il fatto che si era tentato di proporre qualcosa di diverso e di nuovo, sfruttando le possibilità date dalla tecnica e dalla legislazione vigente e invece, pure questa volta, come in altre occasioni, non si sono nemmeno considerate strade nuove e perseguibili, peraltro quasi a costo zero e con introiti a beneficio della collettività. Perchè chi gestisce il bene collettivo non prova a percorrere queste nuove vie? Perché la politica della gestione del consolidato non prova a studiare percorsi innovativi, invece di rincorrere solamente i pareggi di bilancio con tagli estremi di servizi? Elemento sicuramente importante il pareggio di bilancio,ma potrebbe essere raggiunto con idee innovative e lungimiranti, con minori tagli e migliori investimenti. Perchè solamente chi investirà in maniera innovativa potrà garantire servizi di alto livello nel tempo; diversamente si cadrà nella banale gestione burocratica, che porterà al decadimento del benessere di tutti. Qui si tratta di avere un pochino di visione futura, ma questa è fantapolitica, probabilmente irraggiungibile utopia, vista la mediocrità imperante nelle forze politiche, tutte tese ad individuare i nuovi capi bastone, tralasciando programmi per il futuro, considerati in secondo piano e poco rilevanti.
mercoledì 20 marzo 2013
Gestione dei rifiuti? ASSENZA TOTALE
Finalmente apprendiamo ufficialmente che il progetto
Inceneritore è stato abbandonato.
Vale la pena, però, fare alcune riflessioni in merito al
tema gestione dei rifiuti.
1.
L’abbandono del progetto inceneritore non è
stato determinato da una revisione progettuale del sistema, bensì dalla
mancanza del suo sostentamento economico in primis e, per seconda causa, l’apertura
di una nuova via per bruciare i residui dei rifiuti, tramite i cementifici,
come decretato dal governo uscente . In alcuni casi, questa prospettiva
potrebbe essere addirittura peggiore di un inceneritore! Chi controlla
regolarmente le emissioni nell’aria e le immissioni dei residui sul suolo, di
un privato che brucia per la propria produzione? Ovviamente, l’ente pubblico,
ma con cadenze e responsabilità ben diverse, rispetto a quelle previste per un
vero e proprio stabilimento dedicato alla combustione dei rifiuti; potrebbe
essere buono il detto: dalla padella nella brace! E con tanto di euforismo
popolare.
2.
L’abbandono del progetto inceneritore apre un
enorme buco gestionale della partita rifiuti; infatti, non esiste un piano di
gestione moderno e al passo dei tempi e la patata bollente sarà sicuramente
lasciata in eredità ai governanti prossimi; saranno in grado di predisporre un
piano operativo moderno, eco-sostenibile e, soprattutto, condiviso con i vari
attori politico-culturali-economici? Date le premesse politiche su questo avvio
di campagna elettorale (perché è già partita) che, come sempre, privilegia i
nomi dei candidati alla presidenza invece dei programmi , penso proprio che
questo tema della gestione dei rifiuti, sarà davvero gestito nella solita
maniera pressapochistica, come è stato in questi quindici anni.
3.
Manca, indubbiamente, una capacità di
coinvolgere le varie componenti della
società (economica, sociale, ambientalista) per migliorare e approfondire un
percorso virtuoso di gestione della risorsa “rifiuto”; non più bruciare, sotto
qualsiasi forma, bensì ridurre alla fonte, oppure riciclare e riutilizzare.
Anche qui la politica ha toppato, in questi anni e si rischia di ripetere gli
errori del passato; non vi è presa di coscienza, sia politica, sia sociale, del
problema della gestione rifiuti.
Alcune tracce, non certo esaustive, però da sviluppare, a
mio avviso:
-
Predisposizione di un tavolo tecnico, con
coinvolgimento della associazioni delle categorie, economiche, associazioni ambientaliste, rappresentanti
degli amministratori condominiali , classe politica, dove discutere delle linee
guida generali relative alla gestione
dei rifiuti a livello provinciale, uniformando per tutto il territorio il modus
operandi.
-
Predisposizione dei progetti di realizzazione
del sistema generale del trattamento del residuo indifferenziato
-
Realizzazione del progetto migliore, scelto in
base alle linee guida dettate dal tavolo tecnico.
Abbiamo atteso quindici anni di tira-molla, con una classe
politica letteralmente allo sbando su questo tema; in un anno o poco più, si
potrebbe definire tutta la questione seriamente, con analisi tecnica seria e
con il coinvolgimento di tutti gli attori, come da sani principi di democrazia
partecipativa; chi avrà il coraggio di prendere questa proposta nel proprio
programma politico? Non credo gli attuali politici, poiché hanno dato prova di
totale incapacità in ben quindici anni di governo, non sapendo ascoltare chi
sosteneva da sempre la totale inutilità del progetto inceneritore.
Permettetemi, infine, un ringraziamento a Nimby Trentino e a
Coordinamento Trentino Pulito, di cui faccio parte, per l’impegno profuso in
questi anni, nel fare informazione seria, con supporti tecnici e medici; in
realtà è grazie a queste associazioni se il percorso è ancora aperto a
soluzioni più moderne e sostenibili, nell’interesse del bene collettivo e non
certo grazie ai vari politici che stanno facendo a gara nel mettersi in mostra
per segnalare la loro contrarietà all’inceneritore. Dov’erano questi signori al
referendum che avrebbe potuto fermare il progetto già dieci anni fa? E saranno
in grado di proporre una strada diversa, nei prossimi programmi per le imminenti
elezioni provinciali, magari prima di parlare di candidati vari?
martedì 4 dicembre 2012
Presentazione delle proposte programmatiche per il futuro del Trentino
GIOVEDI 4 DICEMBRE ORE 20:30 CENTRO CIVICO BRIONE ROVERETO
“Ecologisti e Reti civiche – Verdi europei” di Rovereto
presentano le proposte programmatiche per il futuro del Trentino in preparazione delle elezioni politiche e delle elezioni provinciali del 2013.
Si tratta di proposte elaborate in gruppi di lavoro, aperte alla collaborazione e al contributo dei cittadini interessati.
Introduce: Ruggero POZZER - consigliere della Comunità della Vallagarina
Interviene: Michele TRAINOTTI - coordinatore del Programma
Partecipano alla presentazione:
Giorgia NISI - co-portavoce degli Eco-civici e Verdi di Rovereto
Michele PEDROTTI - co-portavoce degli Eco-civici e Verdi di Rovereto
Mauro PREVIDI - vice-presidente del Consiglio comunale di Rovereto
Marco IANES - co-portavoce degli Eco-civici e Verdi del Trentino
Lucia COPPOLA - co-portavoce degli Eco-civici e Verdi del Trentino
Sono invitati a partecipare gli organi di informazione e tutti i cittadini interessati
“Ecologisti e Reti civiche – Verdi europei” di Rovereto
presentano le proposte programmatiche per il futuro del Trentino in preparazione delle elezioni politiche e delle elezioni provinciali del 2013.
Si tratta di proposte elaborate in gruppi di lavoro, aperte alla collaborazione e al contributo dei cittadini interessati.
Introduce: Ruggero POZZER - consigliere della Comunità della Vallagarina
Interviene: Michele TRAINOTTI - coordinatore del Programma
Partecipano alla presentazione:
Giorgia NISI - co-portavoce degli Eco-civici e Verdi di Rovereto
Michele PEDROTTI - co-portavoce degli Eco-civici e Verdi di Rovereto
Mauro PREVIDI - vice-presidente del Consiglio comunale di Rovereto
Marco IANES - co-portavoce degli Eco-civici e Verdi del Trentino
Lucia COPPOLA - co-portavoce degli Eco-civici e Verdi del Trentino
Sono invitati a partecipare gli organi di informazione e tutti i cittadini interessati
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mercoledì 24 ottobre 2012
CONFERENZA STAMPA SABATO 27/10 ORE 10:30 HOTEL AMERICA - TRENTO:
CONFERENZA STAMPA SABATO 27/10 ORE 10:30 HOTEL AMERICA - TRENTO:
Proposte programmatiche aperte ai cittadini del nuovo soggetto politico "ECOLOGISTI E RETI CIVICHE-VERDI EUROPEI" per il governo della provincia di Trento.Noi presentiamo il programma, che porteremo in giro per la provincia di Trento, dialogando con i cittadini! Altri mirano a spartirsi "le careghe"!
Qualcuno pensa a chi farà il presidente della provincia, noi, invece, vogliamo parlare prima di programmi e poi di persone!!!
Ecco perché SABATO 27/10/2012 ORE 10:30 presenteremo il programma da sottoporre al vaglio dei cittadini; da sabato partirà il nostro viaggio per la provincia di Trento, con incontri e dibattiti, per raccogliere le opinioni della gente sul nostro programma, al fine di tradurle nel programma definitivo con il quale vorremmo presentarci per le prossime elezioni provinciali a Trento.
Un programma costruito dai Trentini, con i Trentini e per i Trentini.
Programmi prima e persone poi!.
Marco Ianes - Portavoce Ecologisti e Reti Civiche- Verdi Europei.
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